Romina Bove

Psicoterapeuta cognitivo comportamentale e Terapeuta EMDR. Esperta in MINDFULNESS

Mi presento

Mi chiamo Romina Bove, Psicologa e Psicoterapeuta iscritta all’Albo A dell’Ordine degli Psicologi dell' Emilia Romagna (n. 4394). Ho conseguito la laurea in “Psicologia clinica e comunità” all'Università La Sapienza di Roma e mi sono specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale presso la scuola Studi Cognitivi di Modena. Nel 2000 ho conseguito il master sui " Disturbi degli apprendimenti" presso la Scuola di Neuropsicologia del prof. Giacomo Stella. Nel 2019 sono diventata Terapeuta EMDR .

Ricevo dal lunedì al giovedì nel mio studio a Formigine in via Dell’Industria 34 e il venerdì a Modena in via Ganaceto 150.

Sono formatore e supervisore, attualmente collaboro con la Cooperativa Kairos come supervisore e formatore del personale educativo. Mi sono occupata anche della formazione del personale dei Servizi Sociali .

Dottoressa, quanto ci vorrà!!!!!

Mi è accaduto spesso che dopo il primo colloquio di conoscenza, le persone mi chiedono: " dottoressa, quanto ci vorrà?"

Questa domanda nasce da un pensiero del tipo “tutto-o-nulla”, come se fosse possibile delimitare chiaramente un “prima” e un “dopo” nel processo di cambiamento e di costruzione di un equilibrio differente da quello che ha portato allo sviluppo della patologia. Il lavoro psicoterapeutico in realtà non ha uno svolgimento lineare: tende progressivamente al miglioramento del quadro psicologico, ma può presentare momenti di stallo alternati a momenti di rapido avanzamento e anche momenti di temporanea regressione, dal momento che la mente costituisce un oggetto di lavoro complesso ed è allo stresso tempo strumento della propria auto-guarigione. Ciò che accade nella vita del paziente nel corso del trattamento può avere  una grande influenza a volte si nota il desiderio ma anche la paura della “guarigione”. Quali fattori influenzano la durata di un percorso psicoterapeutico? Si tratta di fattori individuali e relazionali che generano ostacoli o, al contrario, facilitano il processo di cambiamento del paziente: - avere fretta nel vedere i risultati e/o non collaborare – tempo di attesa e cronicità: rimandare l’inizio della terapia prelude a percorsi più lunghi. – gravità del disturbo – complessità del quadro sintomatologico – significato del disturbo: un soggetto resisterà inconsapevolmente al trattamento perchè “l'utile secondario” è molto rilevante e non gli è facile rinunciarci. – atteggiamento dell’ambiente familiare: se il paziente è sostenuto dalla persone che gli vivono accanto la sua guarigione sarà agevolata, mentre se i familiari lo colpevolizzano o ridicolizzano incontrerà difficoltà aggiuntive perchè sarà meno motivato e fiducioso nelle possibilità di cambiamento – life events: il sopravvenire di eventi significativi (nascita di un figlio, perdita di una persona cara, trasloco ecc.) influenza il decorso del trattamento.